Dalla composizione negoziata come strumento di reale tutela del valore d’impresa al concordato semplificato: Il caso della Farmacia
Data: 30.01.2026
Posizione: Brescia
Un percorso integrato di gestione della crisi che tutela valore e creditori
La composizione negoziata della crisi non è uno strumento isolato, ma può costituire la prima fase di un percorso strutturato di regolazione della crisi, capace di adattarsi all’evoluzione delle trattative e di garantire, anche in scenari complessi, una soluzione ordinata e giuridicamente sostenibile.
Il caso della Farmacia, seguito dal nostro Studio avanti al Tribunale, rappresenta un esempio concreto di come l’integrazione tra composizione negoziata, cessione dell’azienda in continuità e concordato semplificato liquidatorio possa condurre a un risultato efficace anche quando non sia possibile raggiungere un accordo unitario con tutti i creditori.
La crisi di un’impresa strategica e il rischio di dispersione del valore
La procedura ha riguardato la Farmacia, impresa operante nel settore farmaceutico, il cui valore economico risultava strettamente connesso alla continuità dell’attività e al mantenimento delle autorizzazioni amministrative.
La situazione di crisi, caratterizzata da un grave squilibrio economico-finanziario e da una tensione di liquidità ormai irreversibile, aveva condotto alla sospensione dell’attività, con il concreto rischio di perdita definitiva dell’asset principale dell’impresa. In uno scenario di liquidazione giudiziale, tale valore sarebbe stato integralmente disperso, con effetti fortemente penalizzanti per tutti i creditori.
L’accesso alla composizione negoziata e le misure protettive
In questo contesto, l’accesso tempestivo alla composizione negoziata della crisi ha consentito di:
- avviare un confronto ordinato e strutturato con i creditori;
- ottenere la sospensione delle iniziative esecutive individuali;
- creare uno spazio negoziale effettivo, idoneo a valutare soluzioni alternative alla liquidazione.
Il Tribunale, ha confermato le misure protettive, riconoscendone la funzionalità rispetto al risanamento e alla tutela della par condicio creditorum.
Fondamentale è stato il ruolo dell’esperto indipendente, che ha accompagnato la procedura con valutazioni tecniche puntuali e ha contribuito a individuare una soluzione diversa dalla prosecuzione della gestione diretta, ormai non più sostenibile.
La vendita dell’azienda come strumento di continuità indiretta
All’interno della composizione negoziata è stata quindi perseguita una strategia di continuità aziendale indiretta, mediante la cessione dell’azienda.
La vendita della Farmacia:
- è stata autorizzata dal Tribunale ai sensi dell’art. 22 CCII;
- si è svolta mediante procedura competitiva, garantendo trasparenza e confronto di mercato;
- ha consentito di realizzare un valore superiore a quello stimato, dimostrando l’effettiva capacità del mercato di individuare il prezzo congruo.
Questo passaggio si è rivelato decisivo: l’azienda ha proseguito la propria attività sotto una nuova gestione e le risorse ricavate hanno permesso di soddisfare integralmente i creditori privilegiati e di generare utilità anche per quelli che, in uno scenario liquidatorio, sarebbero rimasti totalmente insoddisfatti.
L’evoluzione della procedura: il concordato semplificato ex art. 25-sexies CCII
All’esito della composizione negoziata, nonostante le trattative svolte in buona fede, non è stato possibile raggiungere un accordo complessivo con tutti i creditori strategici. Ciò ha condotto, nel rispetto dei presupposti di legge, all’accesso al concordato semplificato sempre avanti al Tribunale. In questo scenario, è stato attivato il concordato semplificato liquidatorio, strumento che consente di:
- valorizzare gli esiti della composizione negoziata, evitando che il lavoro svolto andasse disperso;
- scongiurare il ricorso alla liquidazione giudiziale;
- assicurare comunque un’utilità concreta ai creditori, inclusi quelli chirografari.
Il piano concordatario è stato strutturato prevedendo:
- la liquidazione ordinata dell’attivo residuo;
- il rispetto integrale dei diritti dei creditori assistiti da prelazione;
- la suddivisione dei creditori in classi omogenee;
- l’apporto di finanza esterna, subordinata all’omologa, destinata ad incrementare il soddisfacimento dei creditori che, in caso di liquidazione ordinaria, sarebbero rimasti totalmente insoddisfatti.
Perché il concordato è risultato migliorativo rispetto alla composizione negoziata
Nel caso della Farmacia, il concordato si è dimostrato migliorativo rispetto alla fase precedente per almeno quattro ragioni fondamentali:
- Trasformazione del valore potenziale in valore effettivo: Il valore preservato durante la composizione negoziata è stato finalmente destinato ai creditori.
- Superamento dell’impasse negoziale: Il dissenso di singoli creditori non ha più potuto paralizzare la soluzione complessiva.
- Maggiore certezza e stabilità: Il piano concordatario, sottoposto a controllo giudiziale, ha prodotto effetti vincolanti per tutti i creditori.
- Migliore convenienza rispetto all’alternativa liquidatoria: Anche i creditori che, in uno scenario di liquidazione giudiziale, non avrebbero ricevuto nulla, hanno ottenuto una soddisfazione, seppur parziale.
Un caso che dimostra l’efficacia degli strumenti del Codice della Crisi
Il caso della Farmacia dimostra come la composizione negoziata, se affrontata con un approccio strategico, tempestivo e tecnicamente rigoroso, non rappresenti un semplice preludio alla liquidazione, ma possa costituire un vero strumento di governo della crisi.
Quando la composizione negoziata non riesce a produrre un accordo unitario, il concordato rappresenta spesso la soluzione più razionale, efficiente e tutelante, sia per l’imprenditore sia per il ceto creditorio. La differenza non sta nella procedura scelta, ma nella capacità di governare il passaggio dall’una all’altra, valorizzando ciò che è stato costruito nella fase precedente.
Conclusioni
Lo Studio assiste imprenditori e professionisti in tutte le fasi della crisi, dalla composizione negoziata fino al concordato semplificato, con un approccio integrato che coniuga tecnica giuridica, visione economica e attenzione agli esiti concreti.
La gestione della crisi d’impresa richiede oggi competenze interdisciplinari, visione strategica e conoscenza approfondita degli strumenti normativi. La composizione negoziata e il concordato semplificato, se correttamente utilizzati, consentono soluzioni concrete, misurabili e sostenibili, anche in contesti di crisi particolarmente complessi.
Comments are closed