
Quando i debiti diventano impossibili da pagare: come una procedura di sovraindebitamento ha permesso a Davide di ripartire
La normativa sul sovraindebitamento rappresenta oggi uno degli strumenti più efficaci per consentire a persone e piccoli imprenditori in difficoltà di uscire da situazioni debitorie non più sostenibili.
Quando Davide si è seduto nel mio studio per la prima volta aveva lo sguardo di chi non vedeva più una via d’uscita.
Aveva meno di quarant’anni, lavorava, non si era mai sottratto alle proprie responsabilità.
Eppure si trovava schiacciato da oltre un milione di euro di debiti.
Non erano debiti fatti per lusso o per speculazioni.
Erano debiti nati da lavoro, da società di famiglia, da garanzie personali firmate per aiutare altri.
Quando le società sono entrate in difficoltà, le banche hanno iniziato a chiedere il pagamento direttamente a lui.
Nel giro di pochi anni sono arrivati:
- decreti ingiuntivi
- pignoramenti
- ipoteche sugli immobili
- richieste di pagamento impossibili da sostenere.
Il totale superava 1.200.000 euro.
Davide lavorava come venditore e guadagnava poco più di uno stipendio medio.
Era evidente che non avrebbe mai potuto pagare quei debiti in tutta la vita.
E la cosa peggiore era proprio questa sensazione:
lavorare ogni giorno sapendo che i debiti non finiranno mai.
La svolta: la legge che permette di cancellare i debiti
Molte persone non lo sanno, ma in Italia esiste una legge pensata proprio per situazioni come questa.
Si chiama legge sul sovraindebitamento (oggi confluita nel Codice della crisi).
Questa legge consente a chi non riesce più a pagare i propri debiti di:
- mettere a disposizione dei creditori il proprio patrimonio
- far gestire tutto dal tribunale
- e alla fine ottenere la cancellazione dei debiti rimasti.
Davide ha deciso di percorrere questa strada.
Nel 2019 abbiamo depositato il ricorso per la liquidazione del patrimonio presso il Tribunale.
Il giudice ha verificato la situazione e ha aperto la procedura.
Da quel momento:
- le azioni esecutive si sono fermate
- il patrimonio è stato gestito dal liquidatore
- i creditori hanno iniziato a essere pagati secondo le regole del tribunale.
Il patrimonio liquidato
Il patrimonio di Davide era molto limitato rispetto ai debiti accumulati.
Era composto principalmente da:
- la quota del 50% di un immobile e di vari terreni agricoli, situati in zona montana;
- alcune disponibilità liquide modeste;
- il reddito derivante dalla sua attività lavorativa.
Nel corso della procedura:
- la quota dell’immobile è stata venduta all’asta;
- Davide ha versato alla procedura una parte del reddito eccedente il minimo necessario per il suo sostentamento.
Complessivamente la procedura ha generato circa 69.000 euro di attivo, di cui oltre 63.000 euro destinati ai creditori dopo le spese di procedura.
Il momento più importante: la cancellazione dei debiti
Dopo quattro anni di procedura, il tribunale ha dichiarato chiusa la liquidazione.
A quel punto abbiamo presentato l’istanza per il passaggio finale: l’esdebitazione.
L’esdebitazione è il meccanismo che consente al debitore meritevole, al termine della procedura, di essere liberato dai debiti non pagati.
Il giudice ha verificato che Davide:
- aveva sempre collaborato con la procedura
- non aveva nascosto beni
- non aveva fatto atti in frode
- aveva continuato a lavorare.
Con decreto del 19 febbraio 2026 il Tribunale ha quindi dichiarato inesigibili i debiti residui derivanti dalla procedura.
Per quanto Davide si è esdebitato
Il dato più significativo riguarda l’entità della liberazione dai debiti.
A fronte di un indebitamento complessivo di circa 1,2 milioni di euro, la procedura ha consentito di soddisfare i creditori con circa 63.000 euro.
Grazie all’esdebitazione: oltre 1,1 milioni di euro di debiti residui sono stati definitivamente cancellati.
Davide oggi può lavorare, avere un conto corrente, programmare il futuro senza il peso dei debiti del passato.
Una seconda possibilità prevista dalla legge
La legge sul sovraindebitamento nasce proprio con questo obiettivo:
consentire a chi si trova in una situazione di crisi irreversibile, ma ha agito in buona fede, di:
- mettere a disposizione dei creditori tutto il proprio patrimonio,
- collaborare con la procedura,
- e al termine ottenere una seconda possibilità economica e professionale.
Il caso di Davide dimostra come questo strumento possa trasformare una situazione apparentemente senza uscita in un nuovo inizio.
Comments are closed