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⚠️ Responsabilità solidale del cessionario: il Fisco non può più “saltare i passaggi”

Una recente sentenza della Corte di Giustizia Tributaria di Latina (n. 227/2025) e la riforma fiscale del 2024 segnano un cambio di passo importante nella tutela di chi acquista un’azienda o un ramo d’azienda.

📌 Il principio è chiaro: se il Fisco vuole coinvolgere il cessionario per presunte frodi fiscali, deve spiegare in modo puntuale e motivato perché lo ritiene responsabile. Non bastano richiami generici alla “frode” o all’art. 14 del D.Lgs. 472/1997.

Nel caso esaminato:

  • il cessionario è stato chiamato in causa solo in fase di riscossione,
  • senza una reale spiegazione delle ragioni della presunta frode,
  • e senza aver ricevuto prima un atto idoneo a consentire una difesa consapevole.

👉 I giudici hanno annullato la pretesa, ribadendo che la responsabilità solidale non può essere automatica.

💡 Novità decisive dal 2024 Con la riforma dello Statuto del contribuente:

  • ogni atto produce effetti solo verso chi lo riceve;
  • il Fisco non può più estendere notifiche, decadenze o prescrizioni ai coobbligati che non siano stati direttamente destinatari degli atti;
  • anche il cessionario ha diritto a termini certi, motivazione chiara e piena tutela difensiva.

📣 Messaggio per imprese e professionisti Acquistare un’azienda non significa accollarsi automaticamente i debiti fiscali altrui. Se l’Amministrazione non rispetta forma, tempi e motivazione, la pretesa è contestabile.

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